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Questo spazio nasce come vetrina informativa dal desiderio di condividere il mio percorso di vita con quanti interessati alla vera e profonda spiritualità, non intesa in senso religioso, ma come libera esperienza di espansione della propria coscienza in un progressivo e costante stato di piena consapevolezza.
Esiste una luce radiosa e pulsante nel profondo di ogni anima umana, senza eccezione; indipendentemente dai suoi credo religiosi, dalla nazionalità, dalle virtù o dai peccati. Una luce che non è una metafora poetica né un concetto teologico astratto, ma piuttosto la presenza reale di un seme divino piantato in ogni essere. La missione suprema dello sviluppo spirituale, attraverso le varie incarnazioni, non è ottenere qualcosa che manca dall’esterno, ma risvegliarsi al riconoscimento di questa luce, sempre presente, oscurata da strati di pregiudizio, paura e limitata capacità di identificazione dell’ego che impedisce allo splendore naturale di manifestarsi pienamente. Lo stesso Cristo, non è un’entità separata da noi, ma è un principio di coscienza superiore che esiste in ogni essere umano, come seme in attesa di germogliare, come un potenziale divino in attesa di diventare realtà. Questo risveglio non è un evento istantaneo, ma piuttosto un processo graduale che può richiedere molto sforzo dedicato.
Mi chiamo GIUSEPPE LACELLI e sono una persona comune che ha scelto una strada a seguito di determinate esperienze difficili nel dolore ma di perfezionamento dello Spirito. Tutta la mia vita è una ricerca, una ricerca per la pace interiore.
Sono stato un bambino ad altissima vulnerabilità ed ho sentito da sempre, al mio fianco, la presenza del mondo dello Spirito. Non ho mai ricercato fenomeni spiritici, ma li ho numericamente vissuti in quanto coinvolto in esperienze di medianità ad effetti fisici prodotte da intelligenze extra corporali, quali: apporti di oggetti precedentemente smaterializzati e successivamente “ricomposti” sulla base della loro forma eterica, consuete smaterializzazioni anche di oggetti grandi o pesanti, telecinesi o polverizzazione di utensili, fenomeni olfattivi e luminosi come lo sfarfallamento e lo spegnimento di luci, tocchi percettibili sulla pelle, vento, voci dirette come sussurri, percussioni, musica, rumori appartenenti a dimensioni parallele da farne inevitabile motivo di osservazione e conseguente studio negli anni, portando consapevolezza all’eternità spirituale. Riconoscevo di partecipare a qualcosa di misterioso e magico, come se mi venisse con rigorosa frequenza spalancato un portale di grande rivelazione che mi ha insegnato cautamente, attraverso esperienze dirette e pertanto distinguendo la conoscenza soggettiva da quella oggettiva o scientifica, il rapporto tra il Mondo dello Spirito ed il mondo fisico, tanto da non considerarlo come qualcosa di soprannaturale ma, al contrario, come una delle forze vive e incessantemente attive della natura, in quanto compenetrato nella materia più di quanto si pensi; capace di interagire con essa, modificarne la struttura, gli eventi, il percepito.
Nel mio percorso ho incontrato più stili di medianità, tra cui la MEDIANITÀ GUARITRICE e MISTICA attraverso la contemplazione graduale del divino in circostanze sempre più evidenti di compenetrazione tra cielo e terra con la conseguente attivazione dei vari canali spirituali o chiaro percettivi, la MEDIANITÀ CATARTICA, caratterizzata da fenomeni di accelerazione Karmica, di sovrapposizione dimensionale e di annullamento spazio-tempo, la CHIAROVEGGENZA sia interna che esterna, non intesa esclusivamente come visione paranormale di oggetti, fatti o persone appartenenti al mondo dello Spirito, ma anche come attitudine a prevedere cosa il futuro riserva con la lungimiranza, dunque, con la capacità di prevenirne o sfruttarne le conseguenze. Sono state varie le esperienze di MEDIANITÀ VISIVA, caratterizzata da abituali visioni vaghe e vaporose, visibili a coda d’occhio, manifestarsi e apparire in forma materiale-tangibile, assumendo l’aspetto di corpi solidi e palpabili in casi più sporadici causandomi l’illusione di interagire con persone incarnate (SPIRITI AGENERE), ho inoltre incrociato la MEDIANITÀ AUDITIVA (chiaro udienza sia esterna che interna) e la MEDIANITÀ in CHIARO CONOSCENZA intesa quest’ultima come azione degli Spiriti completamente intellettuale e morale, quali la sintonia e lo scambio di esperienze interiori (intuizione, percezione) e non per ultima la MEDIANITÀ in CHIAROSENZIENZA ovvero percepita attraverso il corpo fisico.
La medianità è un’esperienza intima, una caratteristica dello Spirito, che nel mio caso si è manifestata sin dall’infanzia senza il minimo sforzo seppur con difficoltà di gestione, raggiungendo con lo studio, la pratica e il discernimento spirituale un grado più alto di perfezione. Non è un’attitudine statica, piuttosto si trasforma nel tempo accompagnando i personali cambiamenti, essendo appunto impossibile separarla dalla personalità. È un riflesso della nostra essenza. Pratico la medianità secondo vari stili di connessione, proponendola come via di cura, di guarigione e di istruzione spirituale, proiettando la coscienza in piani astrali dove si acquisiscono informazioni e conoscenza inaccessibili al piano fisico grazie alla capacità del cervello di attivare le sue connessioni ed adattarsi agli stimoli cui è sottoposto con sempre nuove sinapsi neurologiche.
La medianità naturale è una condizione congenita ed ha come principale scopo quello di risvegliare dal torpore spirituale l’animo umano favorendogli lo sviluppo evolutivo e spirituale. Fattore importante è che non sia mai carente di amore divino, di caritas, di àgape e di misericordia. Imparare e gestire come e quando fondersi con lo Spirito, come abitare e respirare un contatto correttamente, come fare per non perderlo dopo poco tempo, come scioglierlo, come portare delle evidenze riconoscibili, dei messaggi, ha uno sviluppo lento e comporta un cammino interiore generalmente difficile, basato in primis sulla relazione che si ha con il proprio Spirito e successivamente con Dio, e non mi riferisco al Dio delle religioni, ma all’uno, alla totalità, a Dio inteso come Assoluto, come coscienza universale-cosmica, intelligenza suprema che tutto muove nell’universo. Siamo tutti esseri spirituali in forma umana. Quanto sarebbe bello se potessimo sederci tutti ad un tavolo, non per convincere alcuno, ma per ascoltare, per dire; dimmi qualcosa del tuo Dio, parlami della tua espressione del divino, per poi renderci conto che riconosciamo la stessa “luce” nelle storie dell’altro, in una forma diversa, sotto un mantello diverso, ma sempre lo stesso.
La medianità dai fenomeni incompresi o paranormali, e relegati, per questa ragione, nel campo del fantastico e del meraviglioso che ha caratterizzato le mie esperienze è una prova riguardante il programma reincarnatorio, dunque karmica; in quanto abbiamo già un’eternità alle nostre spalle congiunta alla multidimensionalità, ovvero alla coesistenza di dimensioni parallele che creano la trascendenza stessa dell’uomo. Nella mia famiglia, nei miei avi, ci sono spesso state forme ostensive di medianità naturale e personalmente ho dedicato particolari studi ad una falange di Spiriti e frequenze magiche prettamente personale e pertanto non appartenente ad alcun culto. Meritevole di attenzione è inoltre la pittura ispirata che accompagna mio padre da oltre settant’anni e che gli ha permesso di realizzare centinaia di dipinti ad olio su tela, senza aver mai studiato arte pittorica. Quale esempio migliore di trascendenza?
Aiuto a meglio comprendere le dinamiche dello Spirito e di riflesso quelle della mente e della vita fisica. Svolgo un ruolo di mediazione allo scopo di ridurre i conflitti con se e con gli altri, stimolando all’analisi e portando soluzione a problemi di varia natura, facendo emergere ciò che ancora non era stato totalmente elaborato dalla psiche. In questo spazio sacro e protetto è possibile esporre qualsiasi tipo di tematica, dalle questioni di natura pratico-materiale a quelle riguardanti la salute del corpo fisico, senza alcuna interferenza nei confronti della medicina tradizionale o della scienza medica e clinica, piuttosto completata dalla METAMEDICINA è questa una disciplina che interpreta la malattia come espressione simbolica di un conflitto interiore. Attraverso i sintomi, il corpo ci segnala che qualcosa dentro di noi non è in equilibrio; emozioni represse, traumi irrisolti, convinzioni limitanti, dinamiche relazionali tossiche. Il termine deriva dal greco “meta” che significa “oltre” e rimanda proprio alla volontà di andare oltre la manifestazione fisica del malessere, che non è solo qualcosa da eliminare, ma un messaggio da ascoltare e riconoscere da un punto di vista emotivo e psichico. Facilito la connessione con il proprio Sé superiore (il proprio Spirito) non escludendo di usare la lettura del campo magnetico (aura), l’intuizione, la telepatia e la precognizione.
La ricerca antropologica che ha caratterizzato i miei studi, l’approccio integrato, il metodo empirico, gioioso e sincretico, mi consente di unire elementi di vari orientamenti terapeutici e spirituali per la risoluzione di un problema e per facilitare la connessione con l’io trascendente. Offro le mie competenze come catalizzatore di un processo di trasformazione e di miglioramento favorendo il processo di guarigione e di evoluzione dello Spirito, per dare un senso alla vita, per la realizzazione di quanto di buono si possa desiderare, aumentando le opportunità favorevoli e la percezione sensoriale per la progressiva espansione della coscienza e del campo magnetico, per accelerare l’evoluzione e per ricevere sostegno e conforto come balsamo medicamentoso per l’anima nelle situazioni più difficili e delicate, conducendo al processo di INDIVIDUAZIONE, inteso non come un concetto astratto, ma psichico e spirituale, in cui l’individuo inizia a diventare ciò che è davvero. L’individuazione non avviene quando si ottiene ciò che si desidera, ma quando si smette di averne bisogno per sentirsi completi, e questo richiede un movimento radicale, un tornare a se stessi. Individuarsi significa anche smettere di essere il riflesso del desiderio altrui e lasciare andare la “maschera” usata per piacere agli altri e riconnettersi con l’essenza dimenticata, perché solo chi ha attraversato il proprio dolore con onestà, solo chi ha abbracciato la sua ombra e si è riconnesso con il proprio Sé, può essere in grado di amare, in quanto diventato profondamente autentico e dunque umano.
In questo spazio mi rivolgo a chi è stanco di accontentarsi, a chi sta ricercando la sua verità, a chi sta vivendo un periodo di difficoltà e di prova, a tutti coloro che hanno compreso, o sono sulla via per farlo, che la vita è un dono da non tenere pigramente stretto, ma da sfruttare per corrispondere con sempre maggiore generosità all’amore divino. A tutte le persone che decidono di intraprendere la via creativa del cuore, della coscienza, della mutazione profonda, per vivere una vita piena e realizzata. A chi decide di assumersi la responsabilità del proprio benessere per riorientare la propria esistenza in una forma matura e più elevata.